di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Mi ero ripromesso di non inserire in questa rubrica dischi live e raccolte, ma per Rory Gallagher devo fare un’eccezione (che non sarà l’unica). Non è che il chitarrista irlandese non abbia pubblicato album in studio di grande valore, ma la sua più autentica arte l’ha espressa in versione live. Classe 1948, bluesman, strumentista di straordinarie qualità, fondatore dei Taste, non ebbe una vita tranquilla, alcolista, morì a solo 47 anni. Di lui Jimi Hendrix, alla domanda «Cosa si prova a essere il miglior chitarrista del mondo?», rispose: «Cosa ne posso sapere? Fareste meglio a chiederlo a Rory Gallagher». Inoltre era uno dei pochi artisti che poteva permettersi di suonare nell’intera Irlanda senza che ci fossero disordini; gli irlandesi erano incantati dalla sua voce e dai suoi assoli. E Live! In Europe ne è un esempio di prim’ordine. Registrato tra il febbraio e marzo 1972, questo disco identifica bene la ricchezza sonora che Gallagher donava al pubblico, passando da brani elettrici a quelli acustici, alternanto rock indiavolato, vecchi successi blues e rock ‘n’ roll. Creando un climax con il pubblico che pochi allora potevano ottenere. Stewart Copeland (Police), Adam Clayton e The Edge (U2) hanno affermato che l’ascolto di questo disco fu fondamentale per la loro scelta di imparare a suonare uno strumento e fondare una band.
Live! In Europe
Rory Gallagher
Polydor, 1972
