di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)
Bob Cooper e Buddy Collette non sono diventati famosi quanto Coleman o Getz, ma se lo sarebbero meritato. Le registrazioni raccolte in Milano Blues ripropongono in maniera eccellente le atmosfere del jazz della West Coast, che sono state la palestra di molti musicisti italiani che iniziavano a farsi conoscere anche fuori dai propri confini.
Questo disco è la fedele riproduzione di due LP editi in quegli anni: i primi sette tracks sono “firmati” dal sassofonista e oboista Bob Cooper e sono datati 1957. Insieme a un trio di musicisti austriaci, ci regala un saggio della suo “suono”, che Arrigo Polillo definisce «intenso e solenne ma pulito e netto».
Le tracce successive sono affidate a Buddy Collette, impegnato, oltre che al sax, anche al flauto e al clarinetto. In questa session del 1961 il musicista californiano è accompagnato, tra gli altri, da due giovani Franco Cerri (che suona anche il basso) e Renato Sellani. Qui la “poesia” di Collette «…ha trovato nei nostri jazzisti» come scrive Giacomo Jelmini «…dei partners più che raguardevoli […] pronti a collaborare con sensibilità e accortezza…».
Milano Blues
Bob Cooper / Buddy Collette
GMG Music, 2003
