di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
C’è una passione tutta sottile in Milestones: cinque grandi del jazz italiano che accompagnano uno dei più importanti autori del nostro paese. Sei “pietre miliari” che trovano nel comune pathos jazzistico il punto d’incontro per rileggere dodici evergreen.
Gino Paoli, come lui stesso racconta, ha scoperto questo genere ascoltando i suoni che le truppe alleate diffondevano a Genova nel dopoguerra, ed è proprio quel tipo di sonorità che fin da subito l’ha catturato e in seguito gli ha fatto guadagnare i primi soldi (insieme a personaggi come Luigi Tenco e Bruno Lauzi). Pur non avendo percorso nella sua carriera le strade del suo “primo amore”, Paoli ha sempre nutrito una venerazione per questo genere, tanto da raccomandarlo ai giovani che vogliono trovare soddisfazioni in questo ambito.
Come già detto, in Milestones si possono trovare dodici brani mirabilmente interpretati da sei musicisti nostrani di livello internazionale: alla tromba si alternano Enrico Rava, capace di un lirismo e di una creatività unica, e in tre pezzi Flavio Boltro, che mette in luce la sua straordinaria tecnica e un temperamento musicale “focoso”, Danilo Rea al pianoforte, creatore di assoli unici, Rosario Bonaccorso al contrabbasso che insieme a Roberto Gatto crea una sezione ritmica di notevole impatto, vero motore di sostegno per gli altri. E infine c’è Gino Paoli, una delle voci più riconoscibili del panorama canoro italiano, che qui si adatta in modo superbo alle geometrie, a volte poco ortodosse, del jazz. Infatti da questo “incontro in jazz”, registrato dal vivo (che ancora di più fa capire la bravura degli interpreti), si riscopre un Paoli non solo autore eccezionale, ma anche cantante che non ha nulla da invidiare ai giovani crooner d’oltreoceano; perché ha la capacità di inserire nelle interpretazioni un calore che raramente viene trasmesso dagli altri cantanti. Basti ascoltare Sturdust, Senza fine e Sassi (solo per citarne tre), in cui l’autore genovese trova la sintonia perfetta con i musicisti che lo accompagnano. Struggente infine l’omaggio all’amico Luigi Tenco, con l’interpretazione del brano Quando: «questo disco sarebbe piaciuto moltissimo a Tenco e Lauzi», ci ha confidato Paoli durante un incontro, «Bruno era più orientato al musical americano, ma con Luigi, quando eravamo ragazzi, il jazz è stata una passione sfrenata, e sicuramente questo disco lo avrebbe fatto felice».
Milestone
Gino Paoli e altri interpreti
Blue Note, distr. Emi Music
