di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Solo chi è nato o ha vissuto in prossimità di un corso d’acqua può capire e sentire certi odori e certe sensazioni che trasmette. Non importa quanto esso possa essere grande, in ogni caso avrà sempre la forza di entrare nella vita, portando e trascinando via sensazioni e ricordi. Il Mississippi è un fiume immenso, che ha la forza di propagare la sua influenza molto oltre le proprie sponde e tutto questo lo si può ritrovare nell’eccezionale disco di Van Zula Carter Hunt, cantante della scena blues di Memphis, che per oltre quattro decenni è stata una delle figure centrali dell’ambiente musicale della zona. Nata a Sommerville (Tennessee) nel 1901, ebbe modo di collaborare, tra gli altri, con Furry Lewis, Sleepy John Estes, Memphis Minnie, Gus Cannon, John Memphis Piano Red Williams, Will Shade e la Memphis Jug Band, e ha suonare con Bessie Smith nell’ultimo show dell’Imperatrice, prima del suo fatale incidente automobilistico. Blues at Home vol. 1 raccoglie una parte delle registrazioni che l’etnomusicologo Giambattista Marcucci (una sorta di Alan Lomax italiano) ha effettuato direttamente sul campo (a Memphis) tra il 1976 e 1982, facendo in modo che la voce della Hunt non andasse perduta. Ad accompagnare la cantante troviamo al pianoforte Mose Vinson, un altro straordinario musicista semi-dimenticato, che qui ha modo di dimostrare il suo valore. Il cd si avvale anche di un ricco libretto con molte fotografie e le note dello studioso David Evans, che fu collaboratore della Hunt fino alla morte, avvenuta nel 1995.

Blues at Home vol. 1
Van Hunt
Mbirafon, distr. Egea