di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Mettetevi comodi, perché non sarà facile capire tutto al primo ascolto. Del resto gli Slivovitz si muovono in maniera nevrotica, cercando di colmare ogni singolo passo strumentale, non dando modo all’ascoltatore di distrarsi.
Nata nel 2001 in quel immenso crogiolo di idee che è l’area metropolitana napoletana, la band si è sempre mossa nell’ambito della musica per sola orchestra imbevendola principalmente di jazz rock con spunti etnici provenienti dal Mediterraneo e dall’area balcanica. Forte di una serie di affermazioni in diversi contest (tra il 2002 e il 2006) e tournée in Ungheria, Spagna, Austria e ovviamente Italia, la band partenopea, forse non trovando spazio nel nostro paese, coglie la possibilità di incidere oltreoceano: e infatti Hubris viene pubblicato per un’etichetta newyorkese.
I sette elementi del gruppo (coadiuvati da altri ospiti e dalla voce di Ludovica Manzo) in questo disco interpretano magistralmente le atmosfere di un jazz stile anni ’70 dove è ben percepibile la presenza di una sezione ritmica di stampo rock. Caratteristica fondamentale della musica degli Slivovitz è anche quella di considerare gli elementi del gruppo come un unicum, dando così pari nobiltà a tutti gli strumenti, e creando una perfetta miscela sonora.

Hubris
Slivovitz
MoonJune Records, distr. MoonJune Records