di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
In un continente vasto come quello africano è logico che di regione in regione ci si possa imbattere in differenti stili e modi di creare musica. Ne sono esempio lampante due dischi usciti negli scorsi mesi: Secret Agent di Tony Allen (World Circuit, distr. Ird) e Très très fort della Staff Benda Bilili (Crammed Discs, distr. Materiali Sonori).
Il nigeriano Tony Allen è un batterista straordinario, osannato da artisti come Fela Kuti e Brian Eno, e in questo nuovo lavoro esprime a pieno il suo talento creando un vero e proprio manifesto di hardcore roots afrobeat, genere di cui è uno dei fondatori e che sta ritornando in voga soprattutto nel mondo dell’hip hop, del funky e del jazz.
La band Staff Benda Bilili invece è originaria di Kinshasa (Congo) e ha la particolarità di essere formata da otto ragazzi paraplegici che si esibiscono nelle strade e che hanno registrato il disco all’interno dello zoo della città. Nella loro musica si sentono chiaramente influenze cubane (e a volte anche reggae) che ben si mescolano con i ritmi della loro terra, creando una miscela altamente coinvolgente. Insieme al disco si può vedere anche un breve video della Staff Benda Bilili.
