di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
È risaputo che la contrapposizione tra Beatles e Rolling Stones non è mai esistita. Al contrario i Fab Four avevano trovato nei Beach Boys i loro degni “rivali”, almeno per quel che riguarda le “invenzioni” sonore. E proprio Pet Sounds è l’esempio di come i due gruppi si siano influenzati a vicenda. La nascita del disco del gruppo statunitense (come lo stesso Brian Wilson ha ammesso succesivamente) avvenne dopo l’ascolto di Rubber Soul dei Beatles, che a loro volta vennero ispirati da questo disco per la realizzazione di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Insomma Pet Sounds è considerato, per molti motivi, un punto di svolta nella storia della musica, ed è stato pensato non come una raccolta di canzoni sparse (come fino ad allora venivano assemblati gli album), ma come un discorso sonoro coerente e unico.
Pubblicato il 16 maggio 1966 l’album è sostanzialmente un lavoro solistico di Wilson, poi realizzato con molte tensioni da tutto il gruppo. In esso si possono trovare brani celebri come Wouldn’t It Be Nice e God Only Knows, l’uso sperimentale di strumenti insoliti come il Theremin e una complessità delle armonie vocali che forma, in certi casi, quasi un “sound barocco”. Il 10 giugno uscirà una edizione celebrativa del disco.
Pet Sounds
The Beach Boys
Capitol Records, 1966
