di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus)

Qual è il segreto che porta un musicista novantunenne a essere ancora in attività? «Avere sempre con me la mia “guitarrita”, un sigaro e un goccio di rhum per passare un po’ di tempo con gli amici. Questo è il meglio della vita, signori». Questa piccola filosofia di vita c’era tutta lo scorso 7 maggio al Teatro Orfeo di Milano nell’esibizione di Compay Segundo y sus Muchachos (chitarra, maracas, basso e bongos) nell’ambito della rassegna “Suoni e Visioni”. In pochi munuti i Muchachos hanno trasformato il teatro in una provincia cubana, avvolgendo nel calore della musica caraibica (bolero, conga, son pregon, cancion, guaracha); calore sottolineato dalla voce e dalla teatralità di Compay Segundo, che salendo sul palco ha accennato alcuni passi di danza e, a ogni brano, sembrava ballasse con la sua “guitarrita”. Quasi sconosciuto al di fuori di Cuba fino a pochi anni fa, il muisicista è arrivato in talia con i suoi 75 anni di attività alle spalle.
Nato nel 1907 a Siboney (un villaggio a 20 chilometri da Santiago de Cuba), Francisco Repilado Muñoz ha infatti intrapreso la carriera di musicista e autore a 14 anni, suonando strumenti diversi. Dopo l’ingaggio nella fanfara di Santiago, indeciso su quale strumento suonare, ha messo insieme la chitarra e il “tres” (la caratteristica chitarra cubana a tre paia di corde metalliche), inventando l’armonico. Negli anni successivi ha collaborato con i maggiori musicisti cubani, trasferendosi poi in Messico dove ha registrato il suo primo 78 giri ed è stato il primo artista in assoluto a incidere un disco a Cuba, nel 1942, formando il duo Los Compadres, insieme a Lorenzo Hierrezuelo. Il loro successo fu così travolgente che si conquistarono i soprannomi di Compay Primo (Hierrezuelo) e Compay Segundo (Repilado). Un litigio nel 1955 ha messo fine al sodalizio e portato Segundo ad abbandonare la musica per impiegarsi in un fabbrica di sigari per 17 anni, riprendendo l’attività musicale solo nel 1970.
La collaborazione nel 1996 al progetto discografico “Buena Vista Social Club” di Ry Cooder gli ha permesso di farsi conoscere in tutto il mondo segnando una nuova “primavera” artistica. Se avete l’opportunità di andare a Cuba, o di incontrarlo in tournée, non fatevi sfuggire l’occasione: farete il pieno di giovinezza e di voglia di vivere.