di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Il 30 aprile 2005 Eric Clapton compirà sessant’anni: una vita dedicata all’arte della chitarra, ma anche proiettata all’eccesso: droga, alcol, amori turbolenti, tragedie famigliari sono stati il filo conduttore che hanno segnato la sua esistenza. Devoto fin dall’inizio alla causa del blues, pur rimanendo un artista di successo, Clapton si è perso spesso in rivoli commerciali, alternando incisioni mediocri a veri e propri capolavori.
Nato a Rippley, Eric Patrick Clapp appena adolescente inizia a strimpellare la chitarra cercando di imitare bluesman come Robert Johnson, Skip James e Muddy Waters. Nel giro di pochi anni Eric è già un musicista molto apprezzato e la collaborazione con John Mayall lo fa maturare definitivamente, affinando ancora di più la sua tecnica chitarristica.
Nel 1966, insieme al bassista Jack Bruce e al batterista Ginger Baker, fonda i Cream, che attraverso dischi quali Disraeli Gears e Wheels Of Fire, in cui miscelano blues, folk, jazz e psichedelia, creano un sound unico. Per Eric è la consacrazione definitiva: i suoi fans arrivano perfino a scrivere sui muri di Londra “Clapton is God”. Dopo la rottura con i suoi due ‘soci’, Clapton si rifugia nell’eroina e bisognerà aspettare fino al 1974 per riascoltare la sua genialità. Con l’aiuto di Steve Winwood e Pete Townshend, torna in sala di registrazione e pubblica lo strepitoso 461 Ocean Boulevard (ristampato nel 2004 dalla Universal, sia in versione Super Audio CD che in Deluxe Edition). Un album che lo riporta al blues, con venature di soul e raggae, come nel brano I Shot The Sheriff, dell’ancora poco conosciuto Bob Marley.
Ancora dipendente da eroina e alcol, negli anni successivi ritorna suonare in modo scontato, senza fantasia; bisognerà aspettare la soluzione dei suoi problemi di ‘salute’ per rivederlo in piena forma. Con l’album Unplugged (dove spicca il brano Tears From Heaven, dedicato compianto figlio Conor) si fa conoscere anche alla generazione degli anni ’90, mentre con From The Cradle ritorna ancora una volta al blues.
Quest’ultimo anno Eric si è impegnato a favore della clinica per la disintossicazione da droga e alcol da lui fondata nel 1998: per la raccolta di fondi ha organizzato a Dallas il Crossroads Guitar Festival; tre giorni dedicati alla chitarra, con ospiti come B. B. King, Pat Metheny, Jeff Beck, Carlos Santana e molti altri. Evento testimoniato da un imperdibile doppio dvd (pubblicato dalla Warner Music Vision).
Sempre nel 2004, Clapton rincontra Robert Johnson, e gli dedica due album: dopo il primo tributo bissa con l’uscita di Session for Robert J (su etichetta Duck/Reprise): cd e dvd in cui si può sentire e vedere Eric affrontare in modo magistrale una parte del repertorio di uno dei suoi idoli giovanili, andando a registrare alcuni pezzi negli stessi luoghi del bluesman del Delta.
