di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)
Questo è un libro triste. Prima di tutto perché si narra di uso, abuso, perversioni, distruzioni e autodistruzioni perpetrate e consumate nella storia del rock, ma anche perché il taglio narrativo si avvicina più alla rivista scandalistica che al libro saggistico. Per voler toccare tutti gli argomenti Gary Herman (giornalista inglese che si occupa da anni di musica rock) si lascia trascinare dalla quantità di notizie senza approfondirne nessuna.
Sia chiaro che l’intento di Herman non è quello di denigrare la musica che ha infiammato diverse generazioni dalla metà degli anni ’50 ad oggi, ma è quello di presentare il lato meno lucente della medaglia. Dal libro (se già non lo si sapeva) si può capire che il mondo del rock non ha nulla da invidiare a qualsiasi altro ambito lavorativo: amori e odii all’interno dei ‘gruppi’ di lavoro sono all’ordine del giorno. La facilità di fare soldi si accompagna e si intreccia con l’avidità del music business, creando così martiri e carnefici, “squali” e “pesciolini”, santi e diavoli, come succede, per esempio, anche nell’alta finanza.
Più che il racconto del “rock gossip”, il libro poteva essere un buon punto di partenza per un’inchiesta sociologica sui meccanismi perversi dell’industria dei divertimenti, e invece si ferma solo alla superficie, risultando così solo un mero elenco di nomi e fatti poco approfonditi, che servirebbero poco anche ai fans della classica, per ‘ricaricare’ le loro armi contro l’‘altra’ musica.
Rock Babilonia
Gary Herman
Marco Tropea Editore, 2001, pagg. 296, € 23,24
