di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net)

La musica che si è sviluppata nei paesi mediterranei è sempre stata centrale e fonte di ispirazione per tutta la musica europea. Ed è per questo che il Teatro Dal Verme / Fondazione I Pomeriggi Musicali, con il supporto in fase di produzione e organizzazione della Provincia di Milano – Settore Cultura, Eclettica & Media e Arte.ficio, hanno deciso d’organizzare la prima edizione di Dialoghi del MediterraneoRassegna di Musiche Senza Confini.
La rassegna musicale si terrà presso il Teatro Dal Verme (via San Giovanni sul Muro, 2 – Milano) dal 4 al 20 ottobre 2004, e sarà divisa in sei appuntamenti. I concerti, tutti i lunedì e mercoledì alle ore 21, si terranno nella Sala Piccola, ma con la possibilità, se la richiesta di biglietti dovesse superarne la capienza, di trasferirli nella Sala Grande.
Il tema conduttore è quanto mai impegnativo e di attualità: seguendo una prospettiva di scambio culturale e incontro artistico fra il mondo arabo ed europeo, a Milano (spesso in prima assoluta) si potranno ascoltare famosi musicisti del Marocco (paese che storicamente simboleggia e promuove il dialogo fra culture e saperi diversi), della Spagna e dell’Italia.
La rassegna si aprirà lunedì 4 ottobre 2004 con il concerto dell’Ensemble arabo-andaluso del grande Jamal Ouassini. Celeberrima formazione che riprende brani della tradizione popolare e arabo-andalusa con influenze contemporanee. Contaminazioni che derivano dal ricco patrimonio artistico dei solisti che accompagnano Ouassini, violinista, cantante e percussionista.
Il mercoledì successivo (6 ottobre 2004, in prima assoluta) sarà protagonista il coinvolgente flamenco d’autore dei chitarristi Amir Haddad e Pepe Justicia. Una originale rilettura del flamenco, musica storicamente derivata dagli scambi fra Europa e mondo arabo, interpretata da un brillante duo che propone dialoghi strumentali e momenti solistici di grande virtuosismo.
Per la prima volta in Italia lunedì 11 ottobre 2004 si esibirà l’Ensemble marocchina della straordinaria cantante Zakia. Direttrice dell’Orchestra Femminile di Tangeri, si presenta per la prima volta a Milano con una formazione più contenuta e un repertorio di musiche popolari del nord del Marocco, in cui sono evidenti le influenze spagnole.
Mercoledì 13 ottobre 2004 gli antichi ritmi rituali “Gnaoua” arriveranno a Milano con il concerto, in prima assoluta, del gruppo del Maâlem (Maestro) Abdeslam Alikane, che oltre ad essere solista di “guembri” (lo strumento che simboleggia i riti Gnaoua), è leader di formazioni tradizionali apprezzate in Marocco, Francia, Inghilterra e Stati Uniti. Il suo gruppo riprende le musiche di un rituale antico, legato alla religione islamica e al ricco simbolismo dei ritmi della natura.
Il trio Yatra è di scena invece lunedì 18 ottobre 2004; formato da tre musicisti di notevole valore il trio propone un sound che unisce la musica classica araba e quella di estrazione popolare del Maghreb con influssi indiani. Una scelta artistica che sottolinea antichi legami e vie di comunicazione, assecondata da arrangiamenti che danno spazio a momenti solistici del liuto arabo, del violino e delle percussioni.
La voce è la grande protagonista di questo repertorio cantato in arabo e che guarda a Oriente.
la rassegna milanese si chiuderà mercoledì 20 ottobre 2004 con l’esibizione dell’Officina Zoé, un quartetto che proporrà il tarantismo, rito appartenente alla cultura del sud italiano. Questo quartetto pugliese (molto noto sia in Italia che all’estero) è stato tra le prime formazioni a comprendere la portata dell’espressione musicale della “pizzica” come simbolo e mezzo di diffusione della cultura Salentina. L’Officina Zoé è nata nel 1993 e da allora ha sviluppato un percorso artistico che rilegge, con rispetto filologico ed estro innovativo, la tradizione di una musica legata al rito del tarantismo, diffuso per secoli nel Salento. Un rito che si lega alle numerose pratiche di esorcismo e possessione (Gnaoua compreso) diffuse fra le coste dell’Europa meridionale e quelle del Nord Africa.