di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)
Anno 1969, si incontrano due ‘grandi calibri’ dello showbiz della comunità afroamericana (e non solo): Quincy Jones e Bill Cosby. Il primo era (e lo è ancora) il ‘re mida’ della discografia (già direttore musicale di Dizzy Gillespie, bandleader, vicepresidente della Mercury e compositore di colonne sonore, tra le altre cose); il secondo affermato protagonista della televisone di intrattenimento statunitense, pronto a ‘sbarcare’ sui teleschermi americani con il Bill Cosby Show (sitcom che riscuoterà un grande successo fino al 1971, poi ripresa nel 1984, e famosa da noi come I Robinson).
La rete NBC (produttrice del programma) nomina Quincy Jones direttore musicale e gli lascia carta bianca. Lui si mette a tavolino e, insieme a Bill Cosby, crea una manciata di brani che diventeranno la colonna sonora dello show. A eseguirli chiama alcuni dei musicisti jazz più quotati in quegli anni: Jimmy Smith, Ray Brown, Monty Alexander, Milt Jackson, Herb Ellis, Joes Sample, Tom Scott, Les McCann e molti altri ancora. Il risultato è raccolto in questo compact, edito dalla Concord, in cui possiamo trovare alcuni “camei” di Cosby e il singolo di Quincy Jones Hikky Burr (del 1969), fino a oggi mai pubblicati.
Quincy Jones nella sua lunghissima carriera è stato un fine sperimentatore e qui lo si nota subito fin dal brano d’apertura. In Hikky Burr il compositore di Chicago mischia il nascente stile funky (che diventerà popolare qualche anno dopo) con il jazz anni ’60, riuscendo ad amalgamare il vibrafono di Milt Jackson a sonorità elettriche, quasi ‘pre-dance’. Lo stesso brano viene poi ripreso altre due volte: prima in una versione più rhythm ’n’ blues con l’arricchimento della voce di Bill Cosby e poi in un remix di dubbia qualità.
Gli altri brani contenuti in questo compact fotografano bene lo stile jazzistico di quegli anni, con la presenza in quasi tutte le registrazioni del Fender Rhodes (un piano elettrificato). Poi la presenza di musicisti di altissimo livello fanno di pezzi come Oh Happy Day (una rivisitazione del brano più famoso al mondo) ed Eubie Walkin’, due incisioni che potrebbero vivere anche svincolate dalla colonna sonora dello show; in Oh Happy Day il vibrafono di Milt Jackson e il piano di Monty Alexander creano una vera atmosfera da Natale felice, mentre in Eubie Walkin’, uno struggente blues, la chitarra di Arthur Adams imbastisce la melodia per poi lasciare il passo al sax tenore di Ernie Watts.
The Original Jam Sessions 1969
Quincy Jones / Bill Cosby
Concord Records, 2004
