di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Ci sono luoghi di questa vecchia Europa ancora poco conosciuti, e ci sono storie che hanno il sapore di tempi lontani. Nella regione di Odessa (e più precisamente in Podolia), all’estrema periferia sud-ovest dell’ex Unione Sovietica (ora Ucraina), si trova Zagnitkiv, il piccolo villaggio d’origine dei Baranovsky. Per molte generazioni questa famiglia si è tramandata un vero e proprio “tesoro” musicale che rifletteva la fusione etnica della regione, popolata da ucraini, russi, moldavi, ebrei, gitani.
Una terra fertile, dove la principale occupazione era l’agricoltura e i ritmi della vita, da secoli, erano segnati dalle stagioni. I Baranovsky però avevano scelto di fare i musicisti e di suonare ai matrimoni; e fin da piccoli, a tutti i componenti maschi del clan famigliare veniva insegnato uno strumento, così da potersi tramandare il loro prezioso tesoro musicale. A volte poteva succedere che la loro wedding brass band si incontrasse durante uno sposalizio con altri ensemble; quella diventava l’occasione per scambiarsi i segreti del mestiere, così da arricchire il proprio repertorio.
Partendo da un background famigliare di questo genere, Vasyl Baranovsky (figlio maggiore di Moise e Maria) iniziò a soli quattro anni a suonare il tamburo nell’orchestra del padre, e successivamente anche la tromba e il bayan (una fisarmonica tipica dei paesi dell’est). Ora Vasyl è a capo dei Konsonans Retro, l’orchestra ereditata dal padre, in cui militano anche i fratelli e i cugini, e con essa ha pubblicato A Podolian Affair, un disco dal sapore antico, dove la magia delle “bands da matrimonio” viene riproposta in tutta la sua interezza, esportando anche oltre i piccoli confini della Podolia la loro musica meticcia. Ascoltando questo lavoro ci si rende conto subito di quanto futili possono essere i confini geografici al cospetto delle influenze sonore: come in Moldavskaya Polka dove il brano si apre in stile klezmer e prosegue con un motivo tipico di danza moldava, oppure come nei brani Sher No. 2 & Sher No. 7 e Moldavskiy Dans & Sirba in cui le influenze del repertorio proposto trovano ispirazione in temi tipici ucraini, bulgari e rumeni.
Il disco si chiude con due brani di gusto opposto: la travolgente Khasitsky Tanets & Horo, che ripropone in stile podoliano un motivo della tradizione ebraica hassidica, per poi legarsi con pezzo di danza moldavo, e il “love song” Akh ty duschechka, una struggente ballata solo per voce e fisarmonica.
I Konsonans Retro ripropongono suoni di un tempo lontano, in cui la cultura contadina voleva anche dire trasmissione generazionale dei valori musicali di una comunità.
A podolian affair
Konsonans Retro
Oriente Musik, distr. Felmay
