di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Mentre ci accostavamo alla lettura del libro di Piero Negri Scaglione, siamo stati colti da un dubbio: ma ha ancora senso pensare al prodotto musicale nella forma album, ora che la fruizione si sta orientando alla singola canzone su supporti volatili? Non è facile rispondere in maniera univoca, ma apparteniamo a una generazione che ha imparato ad amare la musica “leggendola” quasi come se si trattasse di libri, in cui i capitoli erano le varie canzoni che si susseguivano nel disco.
Ed è per questo che il volume di Negri non ha nulla di anacronistico, anche soltanto perché la comprensione della storia del rock inevitabilmente deve passare da alcuni capitoli fondamentali, e i centosessantuno album che lo scrittore piemontese raccoglie sono sicuramente dei capisaldi; pur ovviamente risentendo della sua personalissima visione e gusto. Nella prefazione al libro Jovanotti ci illustra al meglio la sua peculiarità: «Piero Negri non cede alla seduzione della catalogazione del mondo. Il suo non è un libro labirinto e nemmeno enciclopedico. È un viaggio. Un viaggio in soggettiva».

Rock! Come comporre una discoteca di base
Piero Negri Scaglione
Einaudi, 2008€ 13,00