di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Musicista, poeta, scrittore di libri e testi teatrali (come l’adattamento in forma musicale dell’opera I Turcs tal Friul di Pier Paolo Pasolini), Luigi Maieron è uno di quei personaggi che vivono il mestiere di “cantastorie” ancora come una mis-sione unica, tanto da far passare tra l’uscita di un disco e l’altro ben cinque anni.
Nato a Cercivento, in Friuli, nel 1954 iniziò a suonare la chitarra accompagnando la madre fisarmonicista e il nonno contrabbassista nelle sagre di paese; e sicuramente l’apprendimento sul campo della cultura popolare della sua terra contribuì a creare in lui un legame profondo con l’ambiente musicale. Rapporto che Maieron trasporta splendidamente in Une primavere (suo terzo album) dove presenta nove brani quasi tutti cantati in carnico, e che vede ancora al suo fianco Michele Gazich (alla produzione artistica, come violinista, violista e coautore di una canzone), e l’assistenza di musicisti straordinari come Ellade Bandini (uno dei più quotati batteristi italiani, storico collaboratore di Guccini) e Giorgio Cordini (chitarra e bouzouki). Come già detto, Maieron ha l’arte di portare in musica le storie, quelle della gente comune che “coloravano” la vita dei paesi italiani (come nei brani Mago Tiraca e La neve di Anna). In questo disco i racconti della tradizione delle montagne carniche abbracciano infine la dimensione più ampia della vita rurale.

Une primavere
Luigi Maieron
Osservatorio Cultura Mediterranea, distr. Self