di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Il blues se lo sono sempre portato dentro, anche inconsapevolmente, fin da quando furono trasferiti a forza dall’Africa fino a un continente lontano. Perché il blues, per quanto “bastardo” possa essere diventato, è nato “nero” e, con più o meno un secolo di vita, ancora nero rimane. Edoardo Fassio in questo suo libro lo fa capire molto bene: «Il blues è una musica vissuta. Scaturita dall’esperienza diretta della popolazione nera degli Stati Uniti d’America, ne è considerata per antonomasia la voce e l’identità culturale. Nel corso del Novecento ha saputo adattarsi ai tempi e sincronizzarsi con le influenze esterne, diventando la forma più influente e paradigmatica di canzone popolare».
Edoardo “Catfish” Fassio è uno degli esperti più autorevoli della “musica del diavolo”, che fin dal 1984 trasmette programmi radiofonici dalle onde della Rai, Radio Flash e Radio Torino Popolare (ma anche da emittenti statunitensi di St. Louis e Clarksdale), e scrive abitualmente per La Stampa, TorinoSette, Il Blues e diverse riviste europee. In poche parole, un personaggio che dopo più di un ventennio di passione decide di scrivere il suo primo libro, trasferendo in esso tutta la visceralità di questo mondo.
Infatti leggendo Blues si comprende a pieno quanto questo genere musicale sia stato costruito e abbia preso spunto da sofferenze, sogni, vita vissuta, incubi e tutto quello che possa essere quotidiano nella vita. Ci si rende conto di come il blues sia stato importante per la musica “non colta” e come nel corso degli anni abbia saputo trasformarsi seguendo e anticipando le mode. Ma queste sono cose che fondamentalmente già sono state scritte e che non risultano nuove, quello che invece risulta insolito è l’approccio di Fassio al racconto della “musica del diavolo”. Pur seguendo un percorso cronologico, l’autore affronta essenzialmente i temi che hanno reso importante questo modo di vivere e raccontare: dallo stato d’animo blues al tasso alcolico (sempre molto alto), dai doppi sensi (che furono per molti artisti la chiave del successo) alla presenza nei brani di animali fantastici e non (infatti lo stesso autore ha per soprannome un animale presente in molti brani).
Per capire la bellezza di questo libro possiamo affidarci alle parole di Massimo Carlotto (che ne ha scritto la prefazione): «Speravo da tempo che Edoardo si decidesse a scriverlo. Finora tutti i saggi che avevo letto mi avevano annoiato […] perché il blues può essere raccontato solo dalle trippe e cioè da quel miscuglio complesso di passioni, sintesi della storia sociale, dei comportamenti e dei sentimenti degli afroamericani. La storia della musica e degli autori non è sufficiente, anzi spesso è fuorviante perché troppo superficiale».

Blues
Edoardo Fassio
Editori Laterza, 2006, € 9,50