di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Si chiama “talea” la parte di un vegetale che sistemata nel terreno o nell’acqua ha la forza di mettere radici, cioè di rigenerarsi anche se staccata dalla propria pianta d’origine.
La stessa vitalità che a volte si può ritrovare nella rifioritura di alcune sonorità anche lontane dal proprio paese di provenienza. Forse è proprio da qui che nasce il nome dei Talea, un ensemble italo-balcanico che ha voluto innestare i suoni provenienti da Albania, Bosnia, Macedonia nel terreno fertile della musica salentina. Creando così una nuova “pianta” che ha le proprie radici nelle sonorità etniche, ma che nel contempo ricerca nuovi scenari, attraverso arrangiamenti e improvvisazioni.
Il disco Jarinà Jarinanè è il risultato di questo esperimento: in esso i nove musicisti, attraverso le immagini di danza, festa, gioia del rito matrimoniale balcanico, “bagnato” dal calore dei suoni salentini, rinnovano la brillantezza di ritmi trascinanti e antichi.
Jarinà Jarinanè
Talea
Stradivarius, distr. Milano Dischi
