di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Nato a Statesville (North Carolina) nel 1957, Jim Lauderdale è divenuto una delle figure più stimate a Nashville, contribuendo fin dalla fine degli anni ‘80 a rinnovare il mondo della country music, sia come produttore che come autore e interprete. Nel 2007 il musicista statunitense aveva stupito tutti pubblicando un favoloso disco di bluegrass (vincitore di un Grammy Award), e sicuramente pochi si aspettavano che a così poca distanza sarebbe riuscito a far uscire un altro disco di ottimo livello come Honey Songs. Ma il merito non va tutto a lui, ad accompagnarlo troviamo una band nelle cui fila militano artisti di valore eccelso come James Burton (leggendario chitarrista di Elvis Presley), Gary Tallent (bassista della E-Street di Springsteen), Al Perkins (lap-steel guitar dei Flying Burrito Brother) e Glen D. Hardin (pianista Merle Haggard, Roy Orbison e Elvis). Dei veri e propri “Dream Players”, che trovano aiuto nelle eccezionali presenze vocali di Emmylou Harris (nella struggente ballad I’m Almost Back) e Buddy Miller (nella rockeggiante I Hope You’re Happy e in Those Kind of Things Don’t Happen Every Day). Honey Songs non è il disco-capolavoro di Jim Lauderdale, ma sicuramente è un album che ha il merito di essere ben suonato, oltre che composto da un pugno di canzoni che mai annoiano.
Honey Songs
Jim Lauderdale & The Dream Players
Yep Roc Records, distr. Ird
