di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
I Mandolin’ Brothers fanno le cose con calma: quasi trent’anni di carriera e solo due dischi all’attivo; eppure la band di Jimmy Ragazzon, Paolo Canevari (i fondatori), Bruno De Faveri, Riccardo Maccabruni, Giuseppe “Joe “ Barreca e Daniele Negro non ha nulla da invidiare alle più titolate compagini d’oltreoceano; dotata da sempre di un sound robusto, si è costruita una straordinaria fama come live band, proponendo concerti trascinanti dove brani originali e cover in stile rock-blues si alternano senza quasi lasciare respirare l’ascoltatore. E tale forza, già presente nel precedente cd (For Real, 2001), la si ritrova a pieno nel più maturo Still Got Dreams, dove l’insieme della band si esalta, e in cui anche i pezzi più “intimi” riescono a trasmettere la stessa forza di quelli più scatenati. In questo modo si passa dalla trascinante title track alla più pacata Went To See The Poet (tributo a Bob Dylan), dall’essenzialità di Carton Box all’incalzante country-blues di Saigon, per approdare alla “irlandese” Nothing You Can Do, all’“americana” Long Time Ago, all’ancora dylaniana Scarlet, a I’m Ready che profuma di New Orleans e a Midnite Plane in cui si respira l’aria dell’essenzialità del blues di strada. Ma la forza di Still Got Dreams la si può trovare soprattutto nella scelta degli arrangiamenti e alla produzione che la band di Voghera ha affidato a Massimo Visentin (tecnico del suono e collaboratore in studio di Paolo Conte): un contributo che ha permesso ai Mandolin’ Brothers di smussare certe sonorità molto roots e di approdare, con perizia da artigiano, a un sound più “adulto”, dove strumenti come piano e fisarmonica riescono a ritagliarsi uno spazio da protagonisti accanto alle chitarre. Non ci sono dubbi: questo è uno dei dischi dell’anno.
Still Got Dreams
Mandolin’ Brothers
Fortuna Records, distr. Venus
