di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Bastarono pochi colpi di pistola (o forse soltanto uno) per spezzare il 1° aprile 1984, alla vigilia del suo quarantacinquesimo compleanno, la vita di uno dei più straordinari cantanti statunitensi. Marvin Pentz Gay Jr. (cognome mutato successivamente in Gaye) era nato nel 1939 a Washington, D.C. e impiegò poco più di vent’anni per imporsi nel panorama della musica black d’oltreoceano. Grazie all’intuito di Berry Gordy, manager della Motown, Marvin potè affermarsi prima come autore di testi e poi come performer carismatico e sensuale. Ebbe modo di pubblicare hits come I Heard It Through the Grapevine, Let’s Get It On e Sexual Healing (solo per citarne alcuni), e nel 1971 il disco What’s Going On, un concept album che conteneva brani straordinari come Mercy Mercy Me (The Ecology), Inner City Blues e la title track, e che influenzò da quel momento tutta la storia della black music.
Come si diceva, bastò poco per spezzare la sua giovane vita: una lite familiare per futili motivi (pare per dei documenti sistemati in disordine, o forse per problemi di eredità), una vita ormai segnata dalla depressione e un padre dalla pistola facile.
