di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Le fabbriche chiudono sempre più spesso, ma di lavoro si muore sempre troppo; e per il suo secondo album Daniele Tenca (giovane rocker milanese cresciuto nel mito di Springsteen) ha scelto di incentrare le tematiche delle canzoni proprio su questo problema. Infatti Blues for the Working Class è un disco nato per sensibilizzare le coscienze sul tema della sicurezza sul lavoro e sulla sua precarietà, tanto da sostenere con esso l’Anmil (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro). L’album è stato registrato alle Officine Meccaniche di Milano, avvalendosi del sapiente mestiere di Antonio Cooper Cupertino che ne ha curato il suono in modo scrupoloso. Dei dieci brani del disco (tutti in inglese), otto sono a firma di Tenca e due cover: una versione bluesy della springsteeniana Factory e il traditional Eyes on the Prize, realizzata con la collaborazione di Cesare Basile e Marino Severini (Gang). Ma l’album vede anche la partecipazioni di altri ospiti di rilievo come Andy J. Forest, Max Aliprandi e Massimo Martellotta (Calibro 35), che si uniscono a Heggy Vezzano (chitarre), Luca Tonani (basso) e Pablo Leoni (batteria e percussioni) per confezionare un lavoro di notevole qualità, già presentato a novembre negli States e che potrebbe dare modo a Daniele Tenca di ritornarvi da protagonista.
Blues for the Working Class
Daniele Tenca
Ultratempo, distr. FamilyAffair
