di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

«Quando dalle piazze di Tunisi, del Cairo, di Damasco sono arrivate le immagini e i suoni della Primavera araba la mente è corsa agli anni ’70, quando l’Europa venne attraversata da un vento di libertà che spazzò via i regimi autoritari di Spagna, Grecia e Portogallo». Così il pluristrumentista Stefano Saletti descrive l’ispirazione di Folkpolitik, il suo nuovo lavoro realizzato insieme alla Piccola Banda Ikona. Insieme a composizioni originali, vengono riarrangiati brani di autori del Mediterraneo che hanno saputo raccontare attraverso la musica la lotta contro il potere, subendone le persecuzioni. Caratteristica speciale del repertorio della Piccola Banda Ikona è l’utilizzo del Sabir, l’antica lingua franca che commercianti, marinai, pescatori, armatori, pirati, parlavano nei porti del Mediterraneo. Una sorta di esperanto marinaro, formatosi poco a poco con termini presi dallo spagnolo, dall’italiano, dal francese, dall’arabo. Si può dire che Folkpolitik è un disco unico e affascinante.

Folkpolitik
Stefano Saletti & Piccola Banda Ikona
Finisterre, distr. Felmay