di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Ha compiuto 40 anni e suona ancora freschissimo. Pubblicato alla soglia degli anni ’80 ha aiutato ad addolcire la ruvidezza del decennio precedente con classe e ironia. Membri fondatori e anime della band inglese erano Rick Davies e Roger Hodgson, che nei primi 9 anni di vita dei Supertramp puntarono alla composizione di brani orientati al progressive rock. Fu con questo disco che decisero di contaminare il loro sound introducendo suoni pop rock, disco e rock and roll. Il critico, scrittore e poeta statunitense Stephen Holden a proposito scrisse: «un album perfetto da manuale di post-Beatles, rock d’arte inglese basato sulla tastiera, che centra il più intelligente equilibrio possibile tra classicismo quasi sinfonico e rock & roll…». Infatti ben 6 brani su 10 si caratterizzano per un massiccio uso del piano elettrico Wurlitzer. Come nelle “migliori” band Davies e Hodgson non avevano buoni rapporti tra di loro, ma riuscirono a collaborare alla stesura dei brani, trovando una sintesi sonora perfetta. The Logical Song, Goodbye Stranger, Take the Long Way Home e Breakfast in America, furono i quattro singoli estratti dal disco; ma tutti i pezzi dell’album sono degni di considerazione. Insomma, un disco forse troppo “leggero” per i puristi, ma che ha venduto più di 18 milioni di copie nel mondo.
Breakfast in America
Supertramp
A&M Records, 1979
