di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)
Si intrecciano elementi di natura diversa in The Othello Syndrome, nuovo disco del poliedrico compositore Uri Caine. Venezia e New York; jazz, Philly sound, rhythm & blues e musica elettronica sperimentale; musicisti statunitensi, magrebini ed europei; attori e poeti; e naturalmente Verdi e Shakespeare (più il primo del secondo).
La realizzazione di questo progetto è nato per la Biennale di Venezia del 2003 (anno in cui Uri Caine ricopriva la carica di direttore artistico), ma l’idea di una visione nuova del melodramma verdiano è scaturita in maniera casuale: l’abitazione a New York del compositore statunitense si trova a breve distanza dalla statua di Verdi ed egli stesso non raramente ci passa vicino. Perciò Caine ha voluto omaggiare uno dei capolavoro più famoso del genio di Busseto, ricostruendolo e approntandolo attraverso una visione (che forse ad alcuni può sembrare quasi “blasfema”) adatta al XXI secolo. Per far questo ha riunito intorno a sé un ensemble di musicisti provenienti da esperienze diverse (tra cui gli italiani Stefano Bassanese, Bruno Fabrizio Sorba e Achille Succi, il tunisino Dhafer Youssef, il franco-vietnamita Nguyên Lê), attori, tra cui spiccano un eccezionale Marco Paolini, e poeti, come lo statunitense Sadiq Bey (entrambi che danno voce a Iago).
L’Othello di Caine, pur in alcuni aspetti molto distante dall’originale, ha il merito di scavare nel profondo il senso dell’opera, spingendosi a volte a proporre soluzioni inaspettate.
The Othello Syndrome
Uri Caine Ensemble
Winter & Winter,(distr. Edel). 2008
