di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

È rimasto il nome: Los Super Seven, ma ormai non sono più in sette (e in teoria non lo sono mai stati, viste le innumerovoli “comparsate” di colleghi che arricchiscono i loro dischi).In effetti più che di un gruppo si può parlare di un “progetto”, che dal 1998 riunisce sotto un’unica denominazione vari artisti dell’area borderline tra States e Messico. Dopo il primo disco dedicato alla musica chicana e il secondo che includeva aperture verso atmosfere cubane e brasiliane, Los Super Seven, con Heard on the X,omaggiano il sound che veniva trasmesso dalle emittenti radiofoniche collocate appena oltre il confine con il Texas.
Tra gli anni ’30 e ’60 alcuni intraprendenti pionieri ebbero una brillante idea: visto che la legge statunitense vietava di installare sul proprio territorio stazioni radio di potenza superiore ai 50.000 watt, decisero di collocare le antenne appena al di là del confine messicano, e di trasmettere i propri programmi a un’intensità che poteva arrivare fino a cento volte il limite; spingendosi così ben oltre i confini degli States (raggiungendo anche la Nuova Zelanda e la Finlandia). Le radio che nacquero decisero di adottare il suffisso «X» per distinguersi da quelle americane (in effetti «K» e «W» davanti ai nomi delle emittenti statunitensi hanno la funzione di differenziare quelle della parte ovest, le prime, da quelle dell’est).
La musica diffusa da queste emittenti mischiava canción latine e tex-mex, musica da ballo, blues, swing, country e rock‘n’roll. Con queste sonorità hanno vissuto la loro adolescenza artisti come Joe Ely, Charlie Sexton, Lyle Lovett, Rick Trevino, Clarence “Gatemouth” Brown, Raul Malo e molti altri, che in Heard on the X rivisitano alcuni brani in stile “X-radio”. L’attacco dell’album è di quelli straordinari: la versione di Raul Malo, con i Calexico, di The El Burro Song, tra trombe e violini in stile mariachi, ci porta subito nel clima giusto, e la seguente Cupido (cantata da Freddy Fender e Rick Trevino) ci conduce nelle atmosfere festanti delle sale da ballo messicane.
Oltre allo stile chicano, in Heard on the X troviamo anche sonorità american-old-style, a partire dallo swing‘n’roll di Talk to Me (dove la voce di Delbert McClinton gioca con i fiati dei The West Side Horns), oppure nel rock‘n’roll venato di tex-mex della trascinante I’m Not That Kat (Anymore) interpretata da John Hiatt, o ancora in My Window Faces The South, una “hillybilly song” dove Lyle Lovett accompagna l’ ascoltatore in piena ambientazione texana, per approdare poi alla titletrack (composta dagli ZZ Top e interpretata da Ruben Ramos), un’autentica southern rock song che bene sintetizza lo stile delle X-radio. Ma tutto l’album è pieno di sorprese, ed è un continuo “oltrepassare” il confine, rendendo le barriere culturali e musicali ancora una volta fittizie.

Heard on the X
Los Super Seven
Telarc, distr. Ird