di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)
Mettiamo in chiaro subito una cosa: Popa Chubby non è un artista da Blue Note, non perchè il locale milanese non sia adatto a ospitare musicisti come lui, ma perchè la clientela che lo frequenta è formata da persone abituate al jazz o a musica meno “tirata”. Il bluesman del Bronx ha bisogno di un pubblico “caldo” che si fa trascinare e trascina il suo sound elettrico e non di un manipolo di manager in giacca e cravatta, che sembrano capitati lì per caso.
Newyorkese di nascita (classe 1960 con origini italiane da parte di madre) Ted Horowitz è abituato a proporre un blues “di strada”, istintivo e coinvolgente, che non lascia spazio a cadute di tensione. Un sound che riesce a miscelare magistralmente l’insegnamento del blues con sfumature funky, soul, rhythm and blues, hip hop e jazz. Tutto questo Popa Chubby è riuscito a dimostrarlo anche nel concerto al Blue Note dello scorso 8 giugno, dove la sua chitarra elettrica ha trovato dei valenti compagni di serata nel basso di Nicholas D’Amato e nella batteria di Steve Holley.
Da consumato artista cresciuto suonando nelle strade, il musicista newyorkese, appena terminata la performance, ha smesso i panni del chitarrista e ha aperto il suo “banchetto”: senza nascondersi dietro atteggiamenti da star, ha iniziato a vendere e a firmare le copie della suo doppio cd antologico, dispensando sorrisi e ringraziamenti dietro la sua faccia d’eterno ragazzo.
