di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Si intitolava Il brigante Musolino e raccontava la storia e le gesta del bandito dell’Aspromonte, e non era il primo disco che Otello Profazio pubblicava. Già erano stati numerosi i 78 e 45 giri che il cantastorie calabrese (perché è meglio usare questo appellativo a quello di cantautore) aveva dato alle stampe. Ma l’uscita di quel disco oggi lo possiamo leggere come un fatto storico, visto che anticipò di ben 4 anni (era il 1963) l’uscita di Sgt. Pepper dei Beatles e l’“invenzione” dei concept album. L’anno successivo Profazio incontrò il poeta siciliano Ignazio Buttitta e con lui iniziò una collaborazione che lo portò a realizzare operazioni per l’epoca all’avanguardia, molto vicine a quelle degli chansonnier francesi. Con Buttitta, Profazio raccontò il dramma dell’emigrazione, le lotte dei braccianti, la piaga della mafia, utilizzando ancora il “format” del concept album, che diventò distintivo anche per i suoi successivi lavori. Ma già allora Profazio aveva sulle spalle più di 10 anni di carriera.
Scoperto per caso a soli 17 anni da Nunzio Filogamo, il cantastorie si era distinto per aver scelto di dedicarsi per un repertorio «indirizzato verso un pubblico per lo più urbano al quale intendeva offrire gemme della tradizione orale “traducendole” però nei termini di una sensibilità del tutto diversa da quella delle comunità in cui erano nate». Così inquadra il personaggio, Domenico Ferrario nella presentazione di La storia, nuovo disco di Otello Profazio. Infatti dopo 65 anni dall’esordio il cantastorie pubblica un nuovo lavoro, ponendosi come sempre al confine tra due mondi, tradizione e modernità, presentando 18 brani inediti in cui si avvale di una narrazione originale e imprevedibile dove, superando una lettura ideologica e politica della realtà, la presenta attraverso lo sfregio, lo sberleffo e un’invettiva di amara ironia; linguaggio che da sempre si ritrova in una certa canzone popolare. Come esempi possono essere presi i brani Donna Vicenza (omaggio a Bocca di rosa di De Andrè) e Ballata consolatoria del popolo rosso (inedito scritto con Buttitta). Ad accompagnare il disco si possono leggere, in un libretto ben curato, due scritti di Domenico Ferrario e Nicola Scaldaferri, che ben inquadrano l’immenso valore artistico e umano del cantastorie calabrase.

La storia
Otello Profazio
Squilibri, 1 cd + libro, pagg. 64, 2018, € 18,00