di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
In ogni modo, da qualsiasi punto la vediate, sia da sinistra che da destra, Lucio Battisti ha contribuito alla vita di ognuno di noi. Proprio nel settembre di 20 anni fa, inaspettatamente il cantautore e compositore laziale moriva a soli 55 anni. Al suo attivo ha lasciato 20 album e scritto canzoni per molti altri artisti. Ma per dire la verità, il Battisti mitizzato dalla massa è quello legato alla collaborazione con il paroliere Mogol (quello successivo è prerogativa di palati fini). Un sodalizio artistico durato dal 1965 al 1980, che ha sfornato canzoni “senza tempo”. Una donna per amico arriva nel 1978 quando già i rapporti non erano più dei migliori, ma non fu l’ultimo firmato da entrambi. Inciso in Inghilterra, sotto la supervisione di Geoff Westley l’album è composto da 8 canzoni legate tra loro dai vari aspetti del rapporto uomo/donna. Battisti e Mogol si trovano alla perfezione nell’amalgamare abilmente liriche soppesate a musiche raffinate e pertinenti. Quasi tutti i titoli sono passate alla storia della canzone, basti ricordare Una donna per amico, Prendila così, Donna selvaggia donna, Aver paura d’innamorarsi troppo, Perché no e Nessun dolore; brani dove Battisti riesce a legare pop e jazz, dance, rock e funky: molto prima che lo facessero altri.
Una donna per amico
Lucio Battisti
Numero Uno, 1978
