di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Un trio classico e un gruppo di gipsy jazz per un disco fuori delle convenzioni, che riesce ad avviluppare l’ascoltatore in un percorso oltre i muri stilistici consueti. Incontratisi per caso a un compleanno di Paolo Conte, il Trio Debussy e i Manomanouche hanno deciso di registrare Complicity partendo dalla passione comune per le musiche di Django Reinhardt, Fryderyk Chopin, Niccolò Paganini, Bill Evans, Giovanni D’Anzi, il jazz americano, la canzone napoletana, la valse musette, la musica da film; il tutto sintetizzato in otto brani originali, in cui l’impasto sonoro del gruppo non risulta mai scontato e banale, ma altresì pieno di creatività e atto alla ricerca di nuovi spazi musicali da esplorare. Un incontro inaspettato, ma che ha dato buoni frutti, dimostrando la fragilità delle convenzioni stilistiche.
Complicity
Manomanouche + Trio Debussy
Blue Serge, distr. Egea
