di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
L’Italia ha accolto con entusiasmo la nascita della musica progressive alla fine degli anni ’60. In qualche modo le ragioni, pur forse non così palesi, possono essere ricercate nel fatto che l’evoluzione del rock, che questo genere musicale introduceva, trovava adepti nella giovane generazione che in quegli anni affollava le piazze e le università, contestando l’immobilismo della società e rivendicando il diritto a costruirsi un futuro. Il prog proponeva sonorità insolite che rompevano gli schemi che fino a quel momento si erano usati, partendo innanzitutto dall’utilizzo di tempi inconsueti, quasi sempre dispari (per esempio 5/4, 9/8 e pure 13/16 e 17/8), variazioni di intensità e velocità, l’uso di strumentazioni elettroniche sempre più all’avanguardia e in qualche modo anche l’utilizzo di echi classici.
Dai lontani anni ’60 il progressive ha sicuramente percorso molte strade, a volte perdendosi in barocchismi troppo ricercati, ma trovando sempre il modo di risorgere, particolarmente attraverso la ricostruzione dei gruppi storici. Anche i “vecchi” Van der Graaf Generator non hanno potuto sottrarsi alla voglia di ritornare insieme e di pubblicare un nuovo disco: A Grounding in Numbers, registrato in una sola settimana.
Rimasti in tre – dopo l’uscita di scena di David Jackson – Hugh Banton, Guy Evans e Peter Hammill confezionano un album intenso, che si caratterizza per la profondità del suono e la varietà di costruzione strutturale dei brani. Ovviamente la band britannica trova il modo di sorprenderci anche nella creazione dei testi, che secondo il loro caratteristico stile sono slegati dall’archetipo prog (tra fantasy e favolistico), ma si concentrano di più su tematiche filosofiche, e nel caso di questo disco verso la matematica (un brano è per l’appunto Mathematics). Anche il titolo dell’album allude alla solidità dei numeri (ma forse anche all’esplorazione e alla scoperta di essi, oppure alla messa a terra elettrica dei “generatori”).
Sta di fatto che A Grounding in Numbers soddisfa pienamente sia sotto l’aspetto sonoro, con sovrapposizioni acustiche molto interessanti, che concettuale, spostando l’attenzione dell’ascoltatore su livelli percettivi non consueti.
A Grounding in Numbers
Van der Graaf Generator
Esoteric Recordings-Cherry Red, distr. Audioglobe
