di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Se si andasse a controllare la loro carta d’identità ci si accorgerebbe che nel 2012 compiranno cinquant’anni d’attività, un tempo lunghissimo per un gruppo che vanta due vite in due nazioni diverse: in Francia, fino al 1973, e poi in Inghilterra.
Nati a Parigi nel 1962, avendo come motto la frase «Cantare una musica eseguendola come se fosse suonata», i Swingle Singers si formarono da un gruppo di otto cantanti che facevano i coristi per artisti come Charles Aznavour e Edith Piaf. La prima formazione, di cui facevano parte, tra gli altri, Ward Swingle e Christiane Legrand, aveva la caratteristica di riuscire a interpretare capolavori della musica classica contaminandoli con atmosfere jazz; passando da Bach a Gershwin, dai madrigalisti francesi a Duke Ellington a Mozart. E fu proprio per questa peculiarità che ebbero modo di incidere e collaborare con importantissimi personaggi di entrambi i generi musicali, tra cui il Modern Jazz Quartet, con cui registrarono l’Aria sulla quarta corda di Johann Sebastian Bach (nota per essere diventata la sigla del Quark di Piero Angela), e Luciano Berio, che affidò a loro la parte vocale della sua Sinfonia per otto voci e orchestra, che lo stesso compositore italiano diresse nel 1968 con la New York Philharmonic.
Nel 1973 il gruppo decise di sciogliersi e Ward Swingle, trasferitosi a Londra, rifondò la compagine con nuovi elementi. Negli anni a seguire si sono succedute diverse formazioni che hanno sempre mantenuto uno standard qualitativo eccellente, sia nelle incisioni discografiche che dal vivo (prendendo parte a rappresentazioni di opere di Azio Corghi e spettacoli dei Momix). Oggi i Swingle Singers si presentano con una formazione giovane e totalmente rinnovata, che oltre ai vecchi “cavalli di battaglia” propone un repertorio più attuale, con la riproposizione “a cappella” di brani pop e rock. La loro ultima fatica discografica, Ferris Wheels (che risale al 2009 ma viene ridistribuita quest’anno da Solevoci) propone, tra gli altri, brani tratti dal repertorio di Beatles (Eleanor Rigby), Beach Boys (God Only Knows), Joni Mitchell (Both Sides Now), Nick Drake (River Man) e un suggestivo medley tra Flying High e Wake Me Up When September Ends, dove si accostano i suoni acustici della cantante gallese Jem a quelli del trio punk statunitense dei Green Day. Chi apprezza la musica “a cappella” dei Swingle Singers trovi il modo di recuperare questo disco, e se possibile non perda l’occasione di andare a sentirli al Teatro Puccini di Firenze il 4 settembre, dove presenteranno Snapshots, una raccolta di brani nuovi uniti ai classici del loro repertorio.