di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Quando l’uomo, qualche millennio fa, decise di fermarsi in un luogo, costruirci la propria casa e coltivare la terra, forse non era consapevole che stava creando con essa un legame inscindibile; che solo l’urbanizzazione prima, e poi l’industrializzazione e lo svuotamemento delle campagne ha cercato di distruggere. Ma il filo che lega l’essere umano con il proprio territorio nativo deve essere fatto di un materiale speciale, resistente e malleabile, che può acquisire con il tempo forme, densità e consistenza diverse, ma che indissolubilmente avrà modo di non spezzarsi mai. Questo filo Lara Molino lo conosce bene e lo utilizza per presentare in veste rinnovata la tradizione folk della sua terra: l’Abruzzo. Risultato dell’impegno della giovane cantautrice e chitarrista, è il disco dal titolo Fòrte e gendìle: i due aggettivi utilizzati per definire il popolo abruzzese.
Dieci brani cantati in dialetto e composti da lei stessa elaborando alcune poesie del padre Michele, dove l’essenzialità della tradizione musicale popolare è protagonista, in egual modo a quella della trasmissione orale delle storie contadine. La stessa Molino spiega: «In questi tempi in cui tutto è globalizzato ho scelto la “localizzazione”, riscoprendo le radici, la storia e la cultura della mia gente. Ciò è necessario per orientarsi verso un universalismo capace di riflettere la confluenza di tutte le diversità, che in esso mantengano le loro originalità».
Il disco si caratterizza per una scrittura mai ordinaria e per i temi affrontati, come la tradizione mistico-religiosa, il brigantaggio e l’emigrazione. Inoltre la Molino pone centrale la figura della donna come caposaldo della cultura abruzzese, ma non solo. Ad accompagnare Lara (che suona la chitarra classica e acustica) nella realizzazione del disco troviamo Marco Lamberti (chitarra acustica), Titti Castrini (fisarmonica), Michele Molino (voce narrante) e Michele Gazich (viola, violino, arrangiamento e produzione). Quest’ultimo nella presentazione del disco ci fa capire l’importanza del progetto: «Sono canzoni originali, composte da Lara Molino oggi per l’ascoltatore di oggi: esse incorporano talora sentori e frammenti di meteriale tradizionale, ma non sono folk song per topi da biblioteca. Sono nuove canzoni per nuovi ascoltatori».
Fòrte e gendìle
Lara Molino
fonoBisanzio (Ird), 2017
