di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Anche un bimbo in un momento di noia (sensazione che sempre più spesso è sconosciuta a quelli contemporanei) pensa a un gioco perso, dimenticato, che in quel momento non è nelle sue disponibilità. Di certo con l’avanzare degli anni la malinconia delle cose (o persone) perdute può diventare sempre più forte. Succede anche in campo politico e ideologico: abbiamo nostalgia del passato, dei grandi movimenti politici, degli uomini e delle idee. «Tutto quello che accade, quello che viviamo», spiega Sara Romano, «non è altro che un’allegoria della mancanza; tutto ciò a cui aspiriamo per stare bene ci manca perché siamo stati traditi dalla politica, dalla storia e dalle ideologie». Così ha voluto intitolare il suo nuovo disco Saudagorìa, utilizzando la crasi tra le parole “saudade” (termine portoghese/brasiliano che indica la mancanza data da una perdita e che differisce per intensità emotiva dalla nostalgia) e “allegoria”.
Siciliana di nascita, vincitrice del Premio Ciampi nel 2016 e di molti altri, la Romano realizza un disco acustico e intimista, affidandosi a pochi musicisti e a solo strumenti a corda. Affiancata da Marco Corrao e Michele Gazich alla produzione artistica e come strumentisti, la musica di Sara si muove nel solco del folk, del country e del blues, dove gli interventi degli archi, in aggiunta alle chitarre) impreziosiscono il tutto, con una profondità sonora dal profumo mediterraneo, che nel contempo si proietta verso un più ampio contesto musicale internazionale. Inoltre la voce calda e puntuale della Romano sottolinea a pieno i testi (scritti da lei) in cui si racconta di questa Italia tradita nella sua storicamente e nelle ideologie che l’hanno resa libera. Le canzoni raccontano storie di persone che faticano a trovare una strada, di guerra e violenze, di diritti e anche di amore: tutto questo usando sia l’italiano ceh il dialetto siciliano. Ovviamente come già si è detto il filo conduttore che lega i brani del disco è un filo di malinconia, un sentimento declinato da un punto di vista femminile, in cui l’uso di sonorità o metafore che possono sembrare fiabesche, hanno invece un taglio che le rende più reali, profonde, attuali. Con Saudagorìa viene alla luce una musicista e autrice matura , a cui il talento non manca per potersi affermare in un contesto molto ampio.

Saudagorìa
Sara Romano
FonoBisanzio, 2019