di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
«Calicanto è prima di tutto un suono. È una vibrazione, testo e timbro che raccontano. Così nascono le tracce di questo cd, dall’incontro con il teatro, con un’orchestra sinfonica, con le storie, le melodie del nord Adriatico, i sogni fatti sotto al grande cielo di Venezia. Calicanto a ogni appuntamento porta la propria essenza: una sonorità e una presenza in scena che ne fanno un’unica, trentennale, esperienza». Sono passati tre decenni da quando il gruppo padovano ha iniziato la propria carriera. Un compleanno festeggiato con la pubblicazione di due album (Mosaico e Barene), il premio alla carriera assegnato dalla giuria del Premio Nazionale Città di Loano (SV) per la musica tradizionale italiana e un tour, iniziato in aprile a Milano, che si chiuderà con un gran concerto alla Multisala Mpx di Padova, il 25 novembre.
Prodotti entrambi dall’Associazione Culturale Atelier Calicanto (distribuzione Felmay), i due album si basano su ricerche condotte negli anni dal gruppo, con l’aggiunta di nuove composizioni su testi di Biagio Marin e Hugo Pratt. Se Mosaico, quattordicesimo album di Calicanto, si segnala per la partecipazione dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta che interviene in alcuni suggestivi brani registrati dal vivo, Barene sancisce il debutto del giovane arpista e compositore sedicenne Alessandro Tombesi, che insieme al gruppo veneto ha registrato un disco espressivo e coinvolgente. Claudia Ferronato, voce del gruppo: «Ci sembrava importante conservare questo tesoro. Una commistione tra musica colta e popolare che speriamo abbia un seguito».
