di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Racchiudere in poche righe il disco La fabbrica del nulla è difficile: oltre a essere suono è poi diventato uno spettacolo, più precisamente “un’azione di musica strumentale e danza”. Quattro musicisti di area classica assistiti dall’elettronica che, come loro stessi spiegano «con un efficace progetto di spazializzazione del suono si concedono spunti improvvisativi senza disdegnare di muoversi anche dentro quei canoni formali e stilistici ormai consolidati appartenenti all’area jazzistica».
Così Massimo Buffetti (il compositore delle musiche) al pianoforte e all’elettronica, Stefano Agostini ai flauti, Carlo Failli ai clarinetti, Luca Guidi alla chitarra (coadiuvati da Roberto Nigro al suono e da una piccola orchestra), “fabbricano” un disco intenso, dove più di una volta si respira l’ampiezza vuota, appunto, di una fabbrica svuotata della sua funzione di luogo di vita per diventare un luogo del nulla, o ancora peggio della morte. Tanto è vero che, come lo stesso Buffetti racconta nelle note del disco, nel periodo in cui iniziarono a pensare a un nuovo progetto di musiche per immagini, accadde la tragedia della ThyssenKrupp di Torino. Quel fatto di cronaca fu la miccia per comporre e costruire uno spettacolo in cui «il luogo simbolo del “faber” sembra accartocciarsi su se stesso, evidenziando lo stato di malessere, di crisi […] parte integrante dell’epoca in cui viviamo».
Si tenta così attraverso la musica di rivalutare il significato e l’importanza del luogo deputato del “fare”, partendo dalla volontà di ri-costruire attraverso la ricerca di sonorità, e attraverso i propri strumenti di lavoro, qualcosa che possa tradurre la propria idea di libertà. L’accostamento con il nulla poi sembra ardito, ma tutto quello che è attinente al vuoto, alla mancanza, contiene anche, per antitesi, il significato della realizzazione. Il progetto La fabbrica del nulla però non si ferma qui: un brano del disco è stato scelto dalla Rai per gli spot che promuovevano i suoi film all’ultimo Festival di Venezia, e un’evoluzione dello spettacolo sarà riproposta nel corso della prossima stagione con il titolo Men at Work. Debutto il prossimo 22 febbraio 2012 al Teatro Puccini di Firenze, poi forse anche oltreoceano al World Music Festival di Chicago.

La fabbrica del nulla
Massimo Buffetti
Edizioni RaiTrade / Spring Art Development, distr. La Tosca Srl