di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

«This is the end, beautiful friend / This is the end, my only friend, the end»: basterebbero solo questi versi iniziali per dire tutto. The End è una canzone iconica che racchiude buona parte della filosofia dei Doors. È una “poesia” che accompagna le scene iniziali e finali di Apocalypse now di Francis Ford Coppola, ma anche una scena di sesso in Chi sta bussando alla mia porta di Martin Scorsese. Questo brano chiude The Doors, il disco di debutto della omonima band californiana che in Jim Morrison aveva il suo leader carismatico. Si narra che i testi di quasi tutti i brani della band (quelli di questo album e i successivi) furono composti da Jim sul tetto della sua abitazione a Venice Beach durante l’estate del 1965. Gli Stati Uniti erano in piena contestazione e la pubblicazione dell’album portò un vero e proprio cambio di prospettiva per le future rock band. La discordanza tra Morrison e chi era venuto prima sta nelle radici; lui non parte dalla tradizione dei bluesmen e dei folksinger, ma si rifà direttamente a letteratura e filosofia: da Nietzsche a Baudelaire, da Poe a Blake, Sofocle, Kerouac, Ginsberg. Nel disco non c’è solo The End, ma anche un pezzo leggendario come Light My Fire e una versione personale di Alabama Song (Whisky Bar) di Bertolt Brecht e Kurt Weill; ma soprattutto c’è l’anima di Morrison.

The Doors
The Doors
Elektra, 1967