di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Vasilij Vasil’evič Kandinskij nel suo libro Lo spirituale nell’arte afferma: «L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima. È chiaro che l’armonia dei colori è fondata solo su un principio: l’efficace contatto con l’anima. Questo fondamento si può definire principio della necessità interiore». Certamente musica e arte visiva trovano molti punti di contatto. È anche vero che quando il pittore russo scriveva questa frase, nel 1912, la musica come l’arte figurativa stavano esplorando dimensioni nuove, cercando in qualche modo di “smaterializzare” le regole che fino ad allora erano il loro fondamento.
Passato un secolo ormai le due arti sono state stravolte talmente tanto (e velocemente!) da andare a volte oltre la percezione del fruitore. Però la senzazione dell’“anima” nella mano dell’artista, quella sembra ancora intatta. Come la si può ritrovare in questo nuovo disco del compositore siciliano, ma milanese d’adozione, Marcello Bonanno. Pubblicato dall’etichetta parlemitana Almendra Music, Cycles è un album in cui il piano solo si presenta con elementi tematici che possono far pensare al genere “easy listening”, ma che in effetti trovano trasformazione divendo a volte alterati. Punto di riferimento, come poi recita anche il titolo dl disco, è la ciclicità che può essere presa come chiave di lettura del progetto: «Un suono solo, unico, centrale, si materializzava granitico in una verticalità incommensurabile. Una sorta di obelisco dai profili ellittici, sempre in movimento e impossibili da percepire nella loro finitezza…». Così lo stesso Bonanno scrive all’interno del libretto che accompagna il disco, per tracciare una sorta di filo che lega i brani, dove percezione e composizione, creano connessioni artistiche e personali, in una ciclicità che fa da chiave di lettura al tutto. Così nella scrittura del pianista palermitano si possono ritrovare molti riferimenti extramusicali legati alle avanguardie del Novecento europeo e statunitense, come lo spettralismo e il post-minimalismo, con richiami al jazz di Bill Evans e la sperimentazione di Frank Zappa. Il risultato potrebbe apparire di difficile ascolto ma, come già sostenuto altre volte, il fermarsi sul già sentito, o visto, non ci farà mai progredire nel nostro “viaggio”.
Cycles
Marcello Bonanno
Almendra Music (The Orchard), 2017
