di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Per chi si ferma solo alla “copertina” il nome di Daniel Lanois potrebbe dire ben poco, ma per chi ama addentrarsi tra i credits significa ottima musica. Partito per il suo “viaggio sonoro”, insieme a Brian Eno, all’inizio degli anni ’80, con il tempo Lanois ha visto crescere la sua fama producendo artisti come Peter Gabriel, Bob Dylan e soprattutto U2, e firmando due lavori (For the Beauty of Wynona e Shine) di rara bellezza. Con l’album Belladonna il musicista canadese (alla pedal-steel guitar e affiancato al pianoforte da Bred Mehldau e alle percussioni da Brian Blade) torna alle atmosfere strumentali e lo fa con costruzione di melodie semplici, adatte a “viaggiare” in luoghi reali o immaginari, dove rimandi a sonorità messicane e sudamericane (Carla, Telco e Desert Rose) si contrappongono a “visioni” più psichedeliche (Sketches e Oaxaca).