di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Se siete appena tornati dagli ultimi scampoli d’estate, oppure avete nostalgia di strade, lunghe, dritte e deserte (quest’ultimo aggettivo non è contemplato nel bagaglio vacanziero italiano), allora avete trovato il vostro album del 2005. Basterebbe solo Thunderbird per farvi venire voglia di rimettervi on the road. Oltre a questo, Master of Disaster, ventunesimo lavoro in studio di John Hiatt, ha tutte le qualitàper riuscire a piacere a un vasto pubblico: pur essendo molto preponderante la matrice blues-country-folk (come in Winter time Blues, venata di rigtime, e Back on the Corner), in esso troviamo anche sfumature elettriche (Love’s Not Where We Thought We Left It) oppure rock ballad (il brano che dà il titolo al disco) o soul (Ain’t Ever Goin’ Back). Ad aiutare il musicista di Indianapolis a confezionare il disco troviamo alla produzione Jim Dickinson, innovatore ed esperto del sound cantautorale americano, e i North Mississippi AllStars, una delle band più carismatiche presenti attualmente sulla scena statunitense. Alla fine, vorrei spendere una piccola nota per avvertire che quello sulla “strana” copertina non è Hiatt; è solo un omaggio che lui e Dickinson hanno voluto fare ai lottatori di wrestling della loro gioventù .

Master of Disaster
John Hiatt
New West Records; distr. Ird