di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)
A soli diciasette anni Joss Stone ha già trovato il suo anno d’oro. Il 2004 è stato per lei quello della consacrazione: innumerevoli concerti in giro per il mondo, un nuovo disco (questo Mind, Body & Soul che ha già venduto centinaia di migliaia di copie), un duetto con Mick Jagger per la colonna sonora del film Alfie, un dvd pubblicato in questi giorni ed infine tre nominations ai prossimi Grammy Awards, nello specifico per le sezioni “Best Pop Vocal Album” (per questo disco), “Best New Artist” e “Best Female Pop Vocal”.
In The Soul Sessions, il disco di debutto dell’anno scorso, aveva diligentemente seguito le indicazioni di manager e produttori, prestando la sua splendida voce “nera” alla reinterpretazione di brani della tradizione soul, sconfinando nel nuovo rock con un pezzo dei White Stripes. Con questo nuovo disco invece la Stone decide di non metterci solo la voce, ma firma buona parte delle canzoni. «Personalmente considero Mind, Body & Soul il mio vero album d’esordio»: così presenta il suo nuovo lavoro, che in parte abbandona la vena soul anni ’70 per abbracciare sonorità più attuali.
Questo disco si allontana dallo stile di Aretha Franklin (artista a cui era stata paragonata Joss), per intraprendere la strada segnata da cantanti come Alicia Keys (si ascolti la sensualissima Spoiled) oppure Destiny’s Child (come in Young at Heart). Aiutata da Betty Wright, Mike Mangini e Steve Greenberg alla produzione (tre mostri sacri della soul music vecchia e nuova) e un manipolo di musicisti come il pluristrumentista Angelo Morris, i chitarristi Willie “Little Beaver” Hale e Nile Rodgers, il pianista Benny Latimore, l’organista Timmy Thomas e il batterista ?uestlove, la cantante inglese costruisce un buon album sospeso tra il più attuale rhythm ’n’ blues e il soul degli anni d’oro.
«Io voglio cantare solo se trasmetto emozioni, le mie» e Joss Stone in questo album fa trasparire una grande voglia di comunicare i propri sentimenti, sia quelli positivi che quelli negativi (come si capisce dal brano “arrabbiato” You Had Me, forse quello che più strizza l’occhio ai nuovi sounds metropolitani).
Mind, Body & Soul è un disco di buona musica e di facile ascolto, dove la Stone dimostra a pieno le sue doti vocali, in cui la sua vena compositiva forse pecca ancora di ingenuità adolescenziali (come nel pop-reggae di Less Is More), ma che contiene brani come Spoiled, Right To Be Wrong e Don’t Cha Wanna Ride, in cui dimostra che la stoffa c’è e che la maturità compositiva arriverà con il tempo.
Mind, Body & Soul
Joss Stone
S-Curve Records, 2004
