di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Può sembrare anacronistico con il passare degli anni continuare a segnalare la pubblicazione di compact disc. La fruizione della musica nell’ultimo decennio è cambiata radicalmente; la nascita di algoritmi di comprensione sonora sempre più sofisticati ha portato alla proliferazione di hardware per l’ascolto, sempre più capienti e di ottimo livello. Tutto questo si è verificato soprattutto nel mondo della musica “non classica”, ma con il tempo anche i puristi del suono troveranno il modo di soddisfare le proprie esigenze, convertendosi alla “musica liquida”. Per ora però il supporto cd (e vinile) ha ancora una marcia in più: per esempio la possibilità di affiancare all’ascolto la lettura delle note di copertina, che molte volte ci fanno scoprire aspetti nascosti nelle composizioni.
Credendoci ancora e avvicinandosi le feste natalizie, ci azzardiamo a segnalarvi alcuni dischi che varrebbe la pena di avere o donare; pescando tra i lavori di artisti poco famosi e tra vere e proprie opere omnie che chiunque dovrebbe possedere. Iniziamo da Goccia a goccia, secondo disco di Tiziano Mazzoni (Eccher Music, distr. Self), che, percorrendo il territorio del cantautorato nostrano, confeziona un album solido. Di professione ingegnere, ma con una passione per la musica, Mazzoni (sotto la supervisione di Massimo Bubola) ha l’abilità di saper accompagnare i propri testi (che sembrano levigati nella ricerca della parola più adatta), con sonorità che si rifanno alla tradizione statunitense tra folk, rock, country, blues, sconfinando nel bluegrass e nell’irish ballad. A fianco del cantautore pistoiese troviamo una schiera di musicisti di grandissimo pregio, tra cui Ellade Bandini, Giorgio Cordini, Riccardo Tesi e Franco Testa. Un disco di grande classe, da scoprire poco a poco.
Di altro genere è invece il compact edito dalla Esoteric Recordings che porta nel titolo i cognomi del trio formato da Cristiano Roversi (pianoforte e tastiere), Gigi Cavalli Cocchi (batteria e percussioni), Bernardo Lanzetti (voce). Una piccola formazione di grandissimo livello (sono tre musicisti che hanno segnato la storia della musica italiana e hanno collaborato, in ambiti separati, con artisti come Ligabue e PFM), che attraverso una strumentazione limitata (supportata in ogni pezzo da un ospite diverso) riesce a proporre un disco di rock-progressive in cui vengono preferiti i suoni acustici e vintage. Questo avviene anche per la scelta dell’utilizzo di un Mellotron originale (una tastiera di piccole dimensioni, considerata l’antenato dei moderni campionatori), che colora il suono di un’atmosfera anni ’70, forse alcune volte troppo datata e nostalgica, ma che in qualche modo trova una modernità retrospettiva.
Per spingersi oltre ci si può avvicinare a Plagiarism (Bollettino Edizioni Musicali, distr. Sony Music), album del duo abruzzese Ex Wave, composto da Lorenzo Materazzo e Luca D’Alberto, musicisti di estrazione classica (cresciuti nelle orchestre del Teatro alla Scala di Milano, Mozarteum di Salisburgo, Royal Academy di Londra), che cambiando registro decidono di percorrere i sentieri della musica elettronica, creando diciotto tracce in cui le sonorità pop si mescolano con l’assefuazione sonora della “musica digitale”. Pur non inventando nulla di nuovo, gli Ex Wave riescono a costruire un intrigante intreccio musicale di diversi stilemi, che obbliga l’ascoltatore a più attenzione. Buon ascolto!
