di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Essere una star conosciuta in tutto il mondo a volte non basta, e si cerca di realizzare le proprie passioni spostandosi su terreni differenti da quelli già frequentati con successo; magari nascondendosi (a volte in maniera neanche così efficace) dietro ad altri nomi e frequentando luoghi più appartati rispetto alle grandi arene. Questo è quello che è accaduto a cinque musicisti provenienti da diversi angoli degli Stati Uniti, che hanno trovato rifugio, a cavallo tra il vecchio e nuovo secolo, in quel ribollente crogiolo culturale che è New York, e che, prima ancora d’avere successo, avevano l’abitudine di trovarsi a suonare al Living Room, un locale nel Lower East Side di Manhattan. Terreno comune d’incontro: il country; nome scelto per le loro esibizioni: The Little Willies; protagonisti: Lee Alexander (basso), Jim Campilongo (chitarra), Richard Julian (chitarra e voce), Dan Rieser (batteria) e la più famosa Norah Jones (pianoforte e voce). La presenza della Jones (più conosciuta nell’ambito del jazz easy listening) crea intorno alla formazione statunitense molto interesse. E la pubblicazione del secondo cd, For The Good Times, dopo parecchi anni dall’esordio, li fa tornare sulle cronache musicali, per la proposta di una manciata di brani dalla tradizione “campagnola”. «Amo suonare il country», afferma Norah Jones, «mi fa sentire a casa più di qualsiasi altro genere»; ed è questo lo spirito del progetto dei The Little Willies. «Con queste canzoni ci siamo cresciuti, ascoltando le nostre mamme suonare quei dischi» aggiunge Richard Julian. Il quintetto statunitense dunque propone la propria versione di classici: Fist City (di Loretta Lynn), Permanently Lonely (di Willie Nelson), Wide Open Road (di Johnny Cash), For The Good Times (di Kris Kristofferson), Jolene (di Dolly Parton). Ma anche pezzi originali, come Tommy Rockwood di Jim Campilongo e una stupenda versione easy listening di Foul Owl On The Prowl, bellissimo brano scritto da Quincy Jones per il film In the Heat of the Night, 1967. Sta di fatto che For The Good Times, pur non essendo un disco di puro country, trova modo di inserirsi in un ambito di rivisitazione del genere, che potrà spingere nuovi ascoltatori curiosi a scoprirne le origini.

For The Good Times
The Little Willies
Milking Bull Records, distr. Emi