di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Pensando agli album pubblicati da Bob Marley, a suo nome o quello della sua fantastica band (i Wailers), sicuramente quello che viene in mente per rappresentare l’intera carriera del musicista giamaicano non è certo Survival. Eppure questo disco è una pietra miliare, pur non contenendo nessuna di quelle hit reggae che hanno fatto di Marley un mito venerato da tutte le generazioni. Survival è il disco più politico di Marley, concepito dopo un lunghissimo viaggio attraverso l’Africa, è un omaggio a quel continente e alla rivendicazione di indipendenza che molti stati alla fine degli anni ’70 stavano portando avanti. Questo clima lo si nota già dalla copertina, dove vengono rappresentate 48 bandiere: 47 di stati africani, con l’aggiunta di quella della Papua Nuova Guinea (nazione cara a Marley). Il significato delle canzoni contenute nel disco inneggia alla solidarietà politica e alla pace tra i popoli africani, come si può ascoltare nei brani come So Much Trouble in the World, Africa Unite e Zimbabwe, che divenne l’inno dei ribelli della Rhodesia Meridionale. Dal punto di vista musicale Marley affida ad Alex Sadkin la scelta dei suoni, perché l’album potesse avere “atmosfere alla Stevie Wonder”, così da concentrare l’attenzione dell’ascoltatore sul messaggio politico.
Survival
Bob Marley & The Wailers
Tuff Gong/Island Records, 1979
