di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Sembra più giovane di quello che appare, con quella faccia pulita cara alla nuova generazione di cantautori anglosassoni, e soprattutto agli uffici stampa e ai critici, che anche per lui si sono spesi, fin dagli esordi, a paragonarlo a miti del passato. Nato a Londra nel 1983 da padre italiano (genovese per la precisione) e madre tedesco-polacca, Jack Savoretti vive la propria infanzia in Inghilterra, frequentando un liceo americano in Svizzera negli anni dell’adolescenza. Dalle note biografiche si deduce che la passione per la musica l’ha ereditata dal padre, che fin da piccolo l’ha abituato ad ascoltare cantautori quali De André, Dalla, Battisti e Tenco; ma è stata la madre a suggerirgli di imparare a suonare la chitarra, e di trasferire in musica le poesie che scriveva. Così poco più che trentenne Jack ha all’attivo la pubblicazione di quattro album, avendo esordito nel 2007 con un disco che ha portato subito gli esperti musicali a definirlo il nuovo Dylan: etichetta che ancora adesso viene citata nei comunicati stampa e in molte sue presentazioni.
Bisognerebbe essere onesti inanzitutto con lo stesso Savoretti, che forse Dylan lo conosce meglio degli adetti ai lavori, perché il cantante anglo-italiano è molto lontano dal menestrello statunitense. E poi quando si paragona a Dylan qualcuno, a quale Dylan ci si riferisce? Perché, diciamocela tutta, dell’artista statunitense Savoretti ha poco. Più che altro rientra nella schiera della neo canzone d’autore britannica, che punta molto sulle atmosfere intimistiche. Lasciando da parte queste annotazioni, e come dicevamo precedentemente, Written in Scars è il suo quarto album, e come lo stesso autore afferma è composto partendo dal ritmo, costruendo in seguito la parte melodica, così da far risaltare meglio ogni nota, accordo, parola. Il risultato è un disco di facile ascolto, ma nel contempo intenso ed emozionante. All’interno dell’album ci sono diversi brani che vale la pena segnalare, come Home (primo singolo trasmesso dalle radio), la title track Written in Scars, Nobody ‘cept you (cover di Bob Dylan) e Fight ‘Til the End, ultima canzone dell’album, e che lo stesso Savoretti considera «il lucchetto che chiude la scatola e raccoglie la summa di tutto ciò che ho voluto raccontare nel disco».
Written in Scars
Jack Savoretti
Fullfill Records, BMG Chrysalis, 2015
