di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Se esiste un anno che può essere protagonista di un intero libro, questo è sicuramente il 1969. Dal punto di vista musicale (parlando della popular music) quei 365 giorni sono stati fondamentali, in essi si sono concentrati inizio e fine, gioia e orrore, vita e morte, in un turbinio di eventi che hanno coinvolto personaggi famosi o che da quel momento lo sarebbero diventati. Sintetizzare in pochi episodi la ricchezza del 1969 diventa difficile: l’ultimo anno dei Beatles, la rinascita di Dylan, l’estate di Woodstock, l’autunno cupo di Altamont, lo scioglimento della Jimi Hendrix Experience, l’esplosione di Santana, l’avvento di Crosby, Stills, Nash & Young, la morte di Brian Jones, la crisi dei Doors, e poi ancora la pubblicazione di album come Abbey Road (The Beatles), Let It Bleed (Rolling Stones), Ummagumma (Pink Floyd), In the Court of the Crimson King, Nashville Skyline (Bob Dylan), il primo Led Zeppelin, ma anche la registrazione di Bitches Brew di Miles Davis. Il libro curato da Riccardo Bertoncelli (che raccoglie anche i contributi di altri giornalisti) ripercorre gli eventi salienti di quell’anno in documentati saggi (corredati da parecchie fotografie) e nell’insieme ci propone un’immagine nitida di un periodo culturalmente molto vivo, in cui la forza emotiva della musica poteva essere tangibilmente sentita in tutte le sue manifestazioni, tanto da essere la protagonista della mutazione sociale e culturale che stava avvenendo in tutto il mondo.

1969. Storia di un favoloso anno rock da Abbey Road a Woodstock
a cura di Riccardo Bertoncelli
Giunti Editore, 2009, €19,50