di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Nel panorama della canzone italiana pochi sono gli artisti che hanno applicato la loro capacità di usare la voce non solo al “cantare”, ma anche allo sperimentarne i limiti. Tra questi forse il più importante è stato Demetrio Stratos, ex-cantante degli Area e soprattutto colui che introdusse il concetto di voce-musica, svincolando lo strumento vocale dalla parola e dal significato verbale, considerandola nella sua individualità di suono. Nato ad Alessandria d’Egitto il 22 aprile 1945, Efstratios Demetriou ebbe modo di studiare pianoforte e fisarmonica al Conservatorio e in seguito di trasferirsi prima a Nicosia e poi a Milano.
Originario di una famiglia di religione ortodossa, fin da piccolo ebbe occasione di ascoltare musica religiosa di rito bizantino e tradizionale araba. Entrato nel complesso dei Ribelli, nel 1972 fondò gli Area, gruppo in cui vari generi musicali, come il free jazz, il pop e la sperimentazione, venivano combinati per creare una sorta di «musica totale, di fusione e internazionalità». Negli anni seguenti riuscì a migliorare le sue attitudini vocali di emissione di diplofonie fino ad arrivare a emettere quadrifonie, tanto da conquistarsi la qualifica di “voce-strumento”. La sua continua ricerca lo portò, dopo l’abbandono degli Area, a collaborare con artisti dell’area “colta”, come John Cage, Merce Cunningham e Andy Warhol. Sofferente di una gravissima forma di anemia aplastica (cioè un’insufficienza di produzione nel midollo osseo di cellule del sangue) morì prematuramente, a soli 34 anni, il 13 giugno 1979 a New York.
Nel 30° anniversario della sua scomparsa, il mondo musicale si appresta a ricordarlo in maniera un po’ dimessa (vista la sua enorme importanza): la casa editrice Auditorium pubblica una nuova edizione del libro Demetrio Stratos. Alla ricerca della voce-musica di Janete El Haouli (prima edizione 1999, € 23,50), corredandolo con un bellissimo cd contenente alcuni brani tratti dagli otto album del musicista. Lo stesso editore organizza anche alcuni appuntamenti, tra cui un concerto happening di 12 ore che si terrà la notte tra il 13 e il 14 giugno a Milano, la nuova edizione della mostra videofotografica Il Gesto del Suono 2.0 (dedicata alla sperimentazione vocale) a Bolzano, l’assegnazione del Premio Internazionale Demetrio Stratos (già consegnato precedentemente a Diamanda Galas, Meredith Monk e Fred Frith) e ancora incontri e seminari.Inoltre il Bellaria Film Festival proietterà il 6 giugno il film documentario La voce Stratos scritto e diretto da Luciano D’Onofrio e Monica Affatato. Mentre andiamo in stampa manca però l’annuncio della ripubblicazione dell’opera integrale: una scelta che darebbe modo, oltre che di ricordare il grande valore di Stratos, di fornire un esempio per i giovani musicisti e di riportare in primo piano la mancanza quasi totale di frattura nel lavoro di ricerca interrotto con la sua morte.