di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Peter Gabriel
si era fatto notare agli esordi come componente “eccentrico” dei Genesis e, dopo l’abbandono nel 1975 del gruppo, come solista. So venne pubblicato nel 1986, dopo la colonna sonora del film Birdy di Alan Parker, che gli fece incontrare Daniel Lanois. Proprio l’apporto del produttore canadese (già collaboratore di U2 e Brian Eno), risulta fondamentale per confezionare un disco di estrema bellezza. Questo lavoro è il primo “mattone” della futura Real World, etichetta discografica concepita per portare alla luce artisti e musica proveniente da tutto il mondo; a esso collaborano, oltre ai fidati Tony Levin, David Rhodes, Jerry Marotta, musicisti come Youssou N’Dour, Manu Katché, Djalma Correa, L. Shankar. So è anche il primo album solista in cui Gabriel si presenta in copertina senza nessun trucco o artificio grafico, fotografato da Robert Mapplethorpe.
Nella track list del disco si trovano brani indimenticabili come Red Rain (ispirato a un sogno riccorrente), Sledgehammer (funk-soul sincopato in stile Motown), Don’t Give Up (interpretato insieme a Kate Bush, che maschera in una “love song” una critica al thatcherismo, attraverso i temi della disoccupazione e povertà), In Your Eyes (struggente canzone d’amore piena di echi etnici), Mercy Street (che si avvale di arrangiamenti molto sofisticati).

So
Peter Gabriel
Geffen Records, 1986