di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Archiviato il proficuo (più in termini artistici che di vendite) sodalizio con lo scrittore e intellettuale Roberto Roversi, Lucio Dalla decide di occuparsi anche della stesura dei testi dei propri brani. Nel 1977 dà alle stampe l’album Come è profondo il mare, nel 1979 Lucio Dalla e l’anno successivo Dalla, un trittico pieno di canzoni passate alla storia, che permetterà al cantautore bolognese di conquistarsi il meritato successo.
Ma è proprio l’album di mezzo, che porta nel titolo il suo nome e cognome, che è un esempio cristallino di equilibrio tra la scrittura dei testi, della musica e degli arrangiamenti. La serie di brani che lo compongono si apre con L’ultima luna, brano visionario e surreale che vede in primo piano la sezione ritmica formata da Giovanni Pezzoli (batteria) e Marco Nanni (basso), prosegue con Stella di mare, brano di impianto rock (con la chitarra di Ricky Portera in evidenza) che diverrà, insieme ad Anna e Marco, Cosa sarà (in duetto con De Gregori) e L’anno che verrà, veri e propri evergreen della produzione di Dalla. Grande importanza per il risultato finale di quest’album la si deve riconoscere al produttore Alessandro Colombini (figura importante per molte carriere di cantautori italiani) e Giampiero Reverberi, che ha curato gli arrangiamenti dei brani.
Lucio Dalla
Lucio Dalla
RCA, 1979
