di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Dopo più di 55 anni di carriera percorsa rifiutando volutamente le varie etichette che critica e pubblico gli volevano affibbiare, creandosi, con i propri atteggiamenti poco votati al consenso del pubblico, la fama di “antipatico e scorbutico” (pur avendo ultimamente smussato questi comportamenti), Bob Dylan torna a sorprendere pubblicando un disco inatteso.
Perché nulla sembrerebbe accostare lui a celebri standard appartenenti al Great American Songbook, composti tra gli anni ’20 e ’60. Un comune denominatore si può ritrovare nel fatto che tutti questi brani sono stati interpretati da Frank Sinatra, ma il crooner dalla voce cristallina e dal passato burrascoso, sempre in prima pagina, non si può dire abbia dei punti di contatto con Mr. Zimmerman. Ma è lo stesso Dylan che chiarisce i dubbi, in una rara intervista rilasciata qualche settimana fa a Robert Love dell’AARP The Magazine: «In tutti questi anni ho sentito questi brani incisi da altri e ho sempre voluto farlo anch’io. […] Quando inizi a fare queste canzoni, non puoi non avere in mente Frank. Perché lui è la montagna. È la montagna da scalare, anche se magari non arrivi fino in cima. […] Certamente negli anni ‘60 nessuno adorava Sinatra come invece accadeva negli anni ‘40. Ma lui è rimasto. Tutte le altre cose che pensavamo sarebbero rimaste sono sparite. Lui no».
Scorrendo la track list dell’album non si trovano pezzi famosi come Stranger In The Night oppure My Way, ma brani come Autumn Leaves, Stay with Me, That Lucky Old Sun e Why Try to Change Me Now. Ovviamente la voce di Dylan non è quella di Sinatra, gli arrangiamenti hanno poco a che fare con l’utilizzo delle grandi orchestre che accompagnavano “The Voice”, ma il risultato è di grande effetto se lo commisuriamo al mondo dylaniano; in cui i parametri di giudizio devono essere traslati e analizzati attraverso scale diverse. Dylan ha voluto interpretare negli anni molti generi musicali, reinventandoli, non sempre ha centrato l’obbiettivo, ma si è messo in gioco in modo nuovo e, all’età di quasi 74 anni, questo disco è la riprova del suo infinito talento; che si evince anche da questa sua ultima affermazione: «Paragonare me a Frank Sinatra? Non scherziamo. Già essere menzionati nella stessa frase è un gran bel complimento. Quanto a toccarlo, nessuno lo tocca. Né io, né nessun altro».

Shadows In The Night
Bob Dylan
Columbia, distr. Sony Music, 2015