di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Quando avvenne il golpe, quel maledetto 11 settembre 1973, noi conoscevamo il Cile soltanto dai racconti dei nostri padri e dei loro amici, che all’esperienza di Salvador Allende guardavano con interesse. Quel giorno il gruppo degli Inti-Illimani era in tournée nel nostro paese, dove rimase in esilio fino al 1988. In Italia erano approdati per far conoscere la nuova musica cilena e per registrare. E infatti all’indomani della sanguinosa repressione portata avanti dal generale Pinochet, il gruppo pubblicò subito (perché già pronto) l’album Viva Chile!, in cui presentava alcuni brani della tradizione popolare del proprio paese come Fiesta de San Benito, Simón Bolívar e Venceremos. Ma è nel 1974 che gli Inti-Illimani escono con il disco La nueva canción chilena, manifesto (come dice lo stesso titolo) di quel movimento artistico che avrebbe voluto portare nuova vitalità alla cultura popolare cilena. In esso il gruppo include brani scritti da Victor Jara, Violeta Parra, Patricio Manns, Sergio Ortega, Pablo Neruda, Luis Advis, tra cui la celeberrima El pueblo unido jamás será vencido (che diverrà un inno della resistenza a Pinochet e ancora oggi un canto di lotta), ma anche Chile herido, pezzo scritto da loro in cui si fa riferimento direttamente ai fatti di quel settembre del 1973.

La nueva canción chilena
Inti Illimani
Dischi dello Zodiaco, 1974